Sabato 26 settembre il Museo Civico Archeologico della Città di Susa apre al pubblico sette nuove sale archeologiche. Agli spazi al piano terreno dedicati alla città si aggiungono nuovi ambienti che, progettati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Torino, presentano al pubblico il risultato di oltre un secolo di ricerca archeologica a Susa e nella sua valle.
La prima sala è dedicata alle testimonianze più antiche provenienti dal territorio, che coprono un arco di tempo ampio, dal Neolitico all’età del Ferro: tra queste la punta di lancia in bronzo da Avigliana, borgata Malano, databile tra la metà del XIV e gli inizi del XII secolo a.C., che trova confronti puntuali nel Cantone di Friburgo e nel Vallese e testimonia una rete di rapporti, che già allora attraversava le Alpi, con le comunitá d'oltralpe. Per l’occasione sono esposti inoltre alcuni materiali in prestito dai Musei Reali di Torino, tra cui fibule e una catena in bronzo di particolare importanza.
Le sei sale successive raccontano la nascita e l’evoluzione della città romana di Segusio: l’accordo stipulato tra Augusto e il re Cozio, episodio che nel 13 a.C. dà vita alla Provincia delle Alpi Cozie e l’Arco eretto pochi anni dopo per celebrarlo, la città di Segusio con il suo foro, le grandi opere infrastrutturali, i culti ufficiali accanto alle divinità di tradizione locale, la vita quotidiana nelle domus, lo spazio delle necropoli. Tra i materiali esposti, due statuette bronzee risalenti al II-I secolo a.C. raffiguranti Ercole promachos — l’eroe combattente, stante, con clava e leonté, rappresentano le testimonianze più antiche nel territorio alpino di nuove forme di culto di matrice greco-romana.
Il progetto scientifico per l’allestimento archeologico, redatto da Federico Barello e Luisella Pejrani Baricco con la collaborazione di Luisa Ferrero e Sofia Uggé, è stato anche supportato dall’esame dei materiali condotto da Enrica Calabria, Paola Comba e Stefania Padovan. Il progetto definiva l’impianto narrativo dell’intero itinerario di visita, fondandolo sui dati della ricerca archeologica condotta in valle a partire dagli anni Ottanta. Da allora il lavoro è proseguito nei depositi e negli archivi con la verifica e lo studio dei materiali, restauri, ricerca documentaria, progettazione grafica e realizzazione degli apparati. Le sale che aprono il 26 settembre sono perciò il primo compimento di quel disegno.
A rendere possibile il risultato è stato il lavoro continuativo e sinergico tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Susa. Il coordinamento tecnico e scientifico è stato seguito da Deborah Rocchietti, funzionario della Soprintendenza ABAP-TO, che ha affiancato ogni fase dell’équipe tecnico-scientifica del Castello di Adelaide. La selezione dei materiali, la redazione dei testi, le scelte conservative e la verifica dei contenuti didattici sono stati costruiti insieme, coinvolgendo professionalità differenti in un’ottica di interdisciplinarità votata all’approfondimento dei contenuti. Nuovi apparati grafici e didattici accompagnano l’intero itinerario, progettati con attenzione alla leggibilità e all’accessibilità.
A sostenere l’intero processo è stata la Soprintendenza ABAP-TO e la Città di Susa, con la collaborazione dell’Associazione Revejo e dall’Associazione Artemide.
L’incontro di sabato 26 settembre si apre alle ore 17:00 con il saluto delle autorità e la presentazione del progetto, seguiti da una tavola rotonda sui nuovi dati di studio alla quale intervengono Federico Barello (Soprintendente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli), Deborah Rocchietti e Luisa Ferrero (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino), Elena Cimarosti (Università di Genova), Maurizio Gomez Serito e Nannina Spanò (Politecnico di Torino). Alle 18:30 alle 22.30 il pubblico può percorrere liberamente le sale in una visita itinerante e inclusiva, in dialogo con gli operatori museali e alle 19:00 un momento conviviale con aperitivo.
Per le Giornate Europee del Patrimonio il museo resta eccezionalmente aperto fino alle 22:30. Domenica 27 settembre le Giornate Europee del Patrimonio proseguono, insieme alla Giornata dell’Archeologia in Valle organizzata da Tesori d’Arte e Cultura Alpina, con percorsi guidati alle aree archeologiche alle ore 10:30 e 11:30 e visite al Castello di Adelaide alle ore 15:00 e 16:00: tutte le visite partono dal castello.
INFORMAZIONI
Museo Civico Archeologico della Città di Susa – Castello di Adelaide
Via Impero Romano, 10059 Susa
Tel. 3513078654 - castellosusa@gmail.com
Sabato 26 e domenica 27 settembre ingresso gratuito. Prenotazione per le visite guidate di domenica al numero e alla mail del museo.
Negli altri giorni il museo è visitabile con orari e tariffe ordinari: fino a domenica 4 ottobre da venerdì a domenica, 10:00-13:00 e 14:00-18:00; dal 9 al 25 ottobre venerdì, sabato e domenica, 14:00-18:00.
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