Champlas - Colle del Sestriere Site of Community Interest

Sestriere

Environment Siti Rete Ecologica Natura 2000

Il S.I.C. occupa la destra idrografica del torrente Ripa, nella valle che sale da Cesana a Bousson, poi prosegue verso Sauze di Cesana e Sestriere, fino alla quota di circa 2500 metri del versante meridionale del Monte Fraiteve. Ne fanno parte le caratteristiche borgate di Champlas du Col, Champlas Seguin e Champlas Janvier e arriva a lambire la borgata di San Sicario da un lato, la stazione sciistica di Sagna Longa e le cave di marmo verde dall’altro. La statale n.23 che collega Cesana a Sestriere lo attraversa, rendendolo  accessibile e vulnerabile allo sviluppo residenziale e infrastrutturale turistico. In poco più di 1000 ettari sono racchiusi 10 habitat comunitari e, pur rilevando la presenza di laricete, pinete e cembrete, la preziosità di questo sito è data dal paesaggio delle praterie tra le borgate di Champlas. In passato, infatti, la dolcezza dei pendii e l’esposizione a sud hanno permesso la coltivazione di segale, orzo, grano, patate. Oggi l’agricoltura montana è stata abbandonata e gli ex coltivi sono stati ricolonizzati da essenze vegetali, con fioriture spettacolari ed elevata biodiversità, mantenute fino ad oggi dalla volontà del sig. Luigi Poncet e della sua famiglia con la pratica dello sfalcio tradizionale e l’attenzione all’ambiente. Sono oltre 500 le specie botaniche segnalate, molte delle quali rare o di pregio come Koeleria vallesiana, una graminacea, Paronychia Kapela e Aethionema thomasianum, rarissima per l’Italia. Nei pressi di Bousson è invece la zona umida della torbiera bassa alcalina a racchiudere un tesoro floristico con Carex limosa, Valeriana dioica, Menyanthes trifoliata e varie orchidee del genere Dactylorhiza. In questi preziosi ambienti si trova anche una delle 4 stazioni superstiti dell’arco alpino occidentale italiano di Cypripedium calceolus, o Scarpetta della Madonna. La ricchezza botanica permette la presenza di numerose farfalle diurne, ma è in campo avifaunistico che questa area riserva la maggiore sorpresa: qui nidifica la popolazione più consistente del Nord Italia della specie mediterranea Petronia petronia o Passera lagia, anche grazie a un progetto decennale di posizionamento di cassette nido, costantemente monitorate da ricercatori universitari. Altre specie protette dalle direttive comunitarie sono l’Ortolano, l’Averla piccola, il Torcicollo, il Saltimpalo, il Re di quaglie. Sono presenti anche l’Assiolo, che qui nidifica a una quota eccezionale, l’Aquila e il Biancone.

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