"Come l'acqua che sgorga dalla roccia".
Sabato 4 luglio ritrovo al Pian delle Rovine, dalle 14:30 alle 16:30 passeggiata lungo il canale di Maria Bona.
Domenica 5 luglio ritrovo al parco giochi in località Breida alle 17 per la conferenza "I tunnel impossibili". A seguire aperitivo.
Il canale offre al visitatore l'occasione unica di immergersi in un paesaggio rurale autentico, osservando la sapiente integrazione tra opera umana e ambiente naturale e scoprire un esempio prezioso di ingegneria idraulica alpina ancora leggibile sul territorio.
L'iniziativa si inserisce nell'evento organizzato dall'amministrazione comunale di Giaglione per ricordare le importanti opere idrauliche che recarono grande beneficio al territorio in epoche antiche. Tra queste riveste grande importanza il canale di Maria Bona che si sviluppa sulla montagna giaglionese e attraversa il territorio lungo il versante soleggiato che guarda la Valle di Susa, seguendo un tracciato che costeggia boschi, prati e antichi terrazzamenti coltivati. Il suo percorso si inquadra in un paesaggio agricolo tradizionale, ancora leggibile e di grande fascino.
Realizzato in epoca medievale, nel 1458, il canale prende il nome da Maria Bona, moglie del feudatario locale Andrea Aschieri. Costruito per portare l'acqua dai corsi montani fino alle zone coltivate, ha rappresentato per secoli una risorsa vitale per l'agricoltura di Giaglione, garantendo l'irrigazione di campi, prati e vigneti. È testimonianza concreta dell'ingegno e della capacità di adattamento delle comunità alpine.
Si tratta di un'opera idraulica semplice ma ingegnosa: un tracciato interamente scavato nella roccia e rinforzato in alcuni punti da muretti a secco o opere di canalizzazione in pietra, pensato per sfruttare la pendenza naturale del versante.
Il canale di Maria Bona offre al visitatore l'occasione unica di immergersi in un paesaggio rurale autentico, comprendendo come l'acqua abbia plasmato la vita e l'economia del paese e della comunità. Passeggiare lungo il suo tracciato significa ripercorrere un frammento della storia agricola di Giaglione, osservare la sapiente integrazione tra opera umana e ambiente naturale e scoprire un esempio prezioso di ingegneria idraulica alpina ancora leggibile sul territorio. Inoltre, lungo tutto il percorso, sarà possibile cogliere ed apprezzare la ricca biodiversità dei luoghi.
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Evento a contributo a partire da 5€. Sarà possibile iscriversi al FAI alla quota di benvenuto FAI Giovani di 15€ dai 18 ai 35 anni e rinnovare l'iscrizione alla stessa quota.
I visitatori saranno accolti al banchetto FAI dove verranno formati i gruppi.
Informazioni: valledisusa@delegazionefai.fondoambiente.it.
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