Rocciamelone

Mompantero

Ambiente

Quota 3538 m. slm.

Il Rocciamelone è la montagna sacra per eccellenza della Valle di Susa. Esso deve probabilmente il proprio nome al toponimo celtico Roc Maol. I romani ne latinizzarono quindi il nome in Mons Romuleus e lo consacrarono a Giove tonante, come dimostra l’altare dedicato al dio rinvenuto sul versante della montagna rivolto verso Usseglio. Nel 1358 il mercante astigiano Bonifacio Roero (Rotario) ne sancì la cristianizzazione, collocando sulla vetta un trittico in ottone dorato raffigurante la Vergine col Bambino, San Giorgio e San Giovanni Battista che presenta il donatore, fatto realizzare probabilmente a Bruges. L’impresa di Bonifacio riveste un interesse anche alpinistico in quanto la sua salita è annoverata come la più antica scalata documentata ad una vetta. Sulla cima del monte fu presente, fin dal Cinquecento, una cappelletta lignea, meta di pellegrinaggi nei mesi estivi. Nel 1896 la cappella di vetta fu riedificata e in tale occasione fu lanciata l’idea della costruzione di un monumento a Maria, realizzato con le offerte dei bambini d’Italia. L’opera, realizzata dallo scultore Giovanni Antonio Stuardi, fu inaugurata il 28 agosto 1899. Sul monte sono sorte anche, nel tempo, delle strutture di accoglienza per coloro che salgono alla vetta: tra il 1902 e il 1902 fu costruito il rifugio Ca’ d’Asti, mentre il rifugio-santuario Santa Maria posto sulla vetta fu edificato tra il 1917 e il 1923. Entrambi sono stati completamente restaurati tra il 1975 e il 2008.

  Mompantero

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