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Paesaggi d’Autore a Condove - 17/09

17 Settembre 2025 - 17 Settembre 2025

Condove

Domenica 14 settembre alle ore 17 gli Amici della Chiesa di San Rocco e l’Associazione Culturale ELEVAL - Momenti d’Arte in collaborazione con la Galleria Pirra, Associazione Tino Aime, Archivio Sergio Albano, Archivio Giacomo Soffiantino, Archivio Francesco Tabusso e Fondazione Elisabetta Viarengo Miniotti inauguranno la mostra “Paesaggi d’Autore” a cura di Domiziana Bocina, nello spazio espositivo dell’antica chiesa romanica di San Rocco in Via Battisti a Condove.

Orari: mercoledì 10/12; venerdì 16/18; sabato e domenica 10/12 - 16/18. In occasione della Fiera della Toma sabato 11 e domenica 12 ottobre: 10/12 - 14/19.

Ingresso libero.

La mostra

L'arte di ritrarre il paesaggio, quale soggetto autonomo e campo di indagine stilistica, è al centro di una nuova e significativa mostra collettiva. L'esposizione riunisce venticinque artisti in un percorso cronologico che si estende dalla fine del XIX secolo ai primi anni del XXI, offrendo un'analisi approfondita delle dinamiche evolutive e delle continuità tematiche che hanno caratterizzato la pittura di paesaggio in Italia.

La selezione di opere, improntata a un rigoroso approccio storico-artistico, mette in luce le diverse declinazioni di un genere che, pur nella sua apparente unitarietà, si presta a molteplici interpretazioni. Tra i nomi di spicco, la mostra annovera anche alcuni maestri della storia dell’arte piemontese. Tra questi Giacomo Soffiantino, ad esempio, si distingue per la sua tendenza verso un informale venato di un tacito lirismo, mentre la pittura di Francesco Tabusso si inscrive in un realismo favolistico, attento alla materia e alla luce. Enrico Paulucci offre invece una visione più sintetica e strutturata, con echi di un primo Novecento in bilico tra solida figurazione e influenze postimpressioniste.

Il percorso espositivo sottolinea con forza le assonanze e le divergenze stilistiche che animano il dialogo tra le opere. Il tono espressionista e le delicate pennellate di Felice Vellan si confrontano con il simbolismo cromatico di Tino Aime, la cui pittura evoca un mondo interiore colto attraverso l’essenza di un paesaggio vibrante.  L’indagine formale di Ivo Bonino si concentra sulla tessitura del colore e sulla composizione, in una ricerca che si discosta dalle rappresentazioni più tradizionali. 

Se da un lato si possono cogliere le suggestioni di un tardo Ottocento, la mostra esplora anche le evoluzioni del genere nel secondo dopoguerra e nel corso del XX secolo, attraverso la pittura di artisti come Sergio Albano ed Elisabetta Viarengo Minotti. Nelle loro opere, il paesaggio si fa meno descrittivo e più evocativo, assumendo valenze quasi astratte e concettuali.

Il confronto tra le generazioni è ulteriormente arricchito da opere di Vinicio Perugia e Fernando Farulli, che esplorano la luce e l’atmosfera con una sensibilità che rimanda a una tradizione pittorica solida, seppur segnata da un’identità autonoma di vedute intime. La potenza gestuale e il cromatismo acceso di Edgardo Corbelli si contrappongono alla rigorosa sintesi formale di Lia Laterza, offrendo uno spaccato delle molteplici direzioni intraprese dalla pittura contemporanea.

Attraverso questo confronto tra diverse poetiche, la mostra si configura come una rilettura critica e tematica del paesaggio italiano, inteso non solo come rappresentazione di un luogo, ma come specchio delle sensibilità individuali e delle correnti artistiche di un intero secolo. L'evento offre quindi al pubblico l'opportunità di confrontare stili e tecniche, notando come ogni artista, pur partendo da uno stesso soggetto, abbia saputo tradurlo in un linguaggio personale e distintivo. Il paesaggio, in questa mostra, diventa un pretesto per esplorare la storia dell'arte, le sue evoluzioni e le sue costanti, in un dialogo ininterrotto tra passato e presente.

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