Miss Charlotte è il nome dell’aereo militare statunitense che il 10 settembre 1944 si schiantò contro il Gran Mioul, nel territorio di Sauze di Cesana, in Valle Argentera, mentre era impegnato in una missione finalizzata a paracadutare aiuti destinati ai partigiani cuneesi stanziati in Valle Pesio. Tutti i nove membri dell'equipaggio persero la vita nel terribile incidente. L’aereo, che trasportava provviste, medicine, armi, munizioni e volantini propagandistici, era partito da Algeri e, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, sbagliò rotta. A dare quel nome al velivolo, un Boeing militare B-17 F, era stato il comandante dell’equipaggio: Charlotte era il nome della mamma della sua fidanzata.
A 82 anni da quel tragico avvenimento, il Comune di Sauze di Cesana non dimentica e vuole ricordare l’eroico sacrificio dell’equipaggio di Miss Charlotte, come è consuetudine ormai da 12 anni, con una commemorazione patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Città metropolitana di Torino: domenica 13 settembre, ai 2104 metri del Pian della Milizia, le celebrazioni cominceranno alle 11 con l’alzabandiera italiano e statunitense e con il saluto delle autorità. Alle 12 si celebrerà un rito religioso a suffragio dei caduti. Il programma prevede alle 13 il ristoro alpino e la successiva salita al monumento commemorativo.
L'equipaggio di Miss Charlotte era formato da nove componenti: il pilota e sottotenente John R. Meyers, il copilota sottotenente Darl J. Heffelbower, il navigatore sottotenente Ian S. Raeburn, il bombardiere sottotenente Raymond L. Wilson, il marconista sergente Ernest G. Kolln, il meccanico sergente Donald C. Pullis, i mitraglieri caporali Robert B. Lloyd, Louis H. Simpson e Walter H. Bildstein. Domenica 10 settembre alle 19 Miss Charlotte decollò dalla base dell'885º Squadrone Speciale dell’aeronautica militare degli Stati Uniti a Maison Blanche, nei pressi di Algeri, trasportando quattordici container cilindrici contenenti armi, munizioni, vettovaglie e volantini propagandistici destinati alle formazioni partigiane stanziate nelle valli delle Alpi cuneesi. Dopo aver sorvolato il Mediterraneo, l'aereo costeggiò un tratto del litorale francese meridionale e, invece di virare a nord in corrispondenza di Capo Mele, svoltò a nord-nord ovest all'altezza di Mentone. Nel mezzo di una tormenta di neve con violente raffiche di vento l'equipaggio non si rese conto di aver sbagliato direzione. Malgrado la pessima visibilità, il pilota fece scendere il velivolo, per individuare qualche punto di riferimento. Il B-17 superò il Passo di Frappier, schivò il Gran Queyron e la Cima Frappier, imboccò la Valle Argentera e giunse sul Colle del Sestriere, dove l'equipaggio comprese di essere fuori rotta. Dopo aver sorvolato ripetutamente Sestriere, il pilota invertì la rotta in direzione sud-sud ovest, conducendo il velivolo verso la Valle Argentera e il Passo di Frappier. Una volta evitata la dorsale orientale della punta Ramiere, Miss Charlotte iniziò a salire di quota ma, nel tentativo di infilarsi nel passo Frappier, andò a schiantarsi contro il Gran Mioul.
Nel 1945 alcuni resti dei nove aviatori periti nell’esplosione del B-17 furono inumati a Sauze di Cesana, poi furono trasferiti nel Cimitero monumentale americano di Firenze e infine riportati negli Stati Uniti. Il definitivo ritrovamento dei resti del B-17 e l’identificazione del luogo del suo schianto avvennero però solamente nell'estate del 1992, ad opera di Philippe Castellano, Christian Vigne e di altri membri dell’associazione francese AERO-Recherche, Localisation et Identification de Crashes. Durante una ricognizione furono trovate parti di motore e di armi, frammenti dei container che trasportavano gli aiuti destinati ai partigiani, brandelli di abiti, lembi di paracadute e persino resti umani. Fu individuato, nei pressi di un grande masso, un “mae west”, il giubbotto di salvataggio che gli aviatori devono indossare quando sorvolano tratti di mare. Esaminandolo, gli uomini della AERO-Re.L.I.C. notarono sul rivestimento del collo delle iniziali e parti di un numero di matricola, grazie alle quali riuscirono a identificare il giubbotto di salvataggio: era il mae west di John R. Meyers, il pilota di Miss Charlotte.