Quella in programma a Villar Focchiardo da giovedì 15 a domenica 18 ottobre è la più antica sagra italiana dedicata al Marrone: la prima edizione della manifestazione, che è patrocinata dalla Città metropolitana di Torino e inserita nel calendario del circuito GustoValsusa, risale infatti al 1949. Da allora la Sagra si svolge sempre la terza domenica di ottobre, a conferma del fatto che il paese vive in simbiosi con i castagneti che lo circondano. In occasione della Sagra i villarfocchiardesi si contendono il titolo del miglior produttore nella gara del peso, in cui viene premiato chi fa registrare il peso più alto per un campione di 50 frutti e chi presenta il singolo marrone più grosso. Ogni anno, inoltre, la ditta Cavargna, la più antica famiglia di raccoglitori all’ingrosso di castagne in Valle di Susa, conferisce il premio “Marrone d’Oro” ad un castanicoltore che nella sua carriera si è distinto nella cura e nella valorizzazione del prodotto. Un altro tradizionale concorso è quello delle composizioni, in cui si premiano la fantasia e la bravura nell’utilizzare i marroni per creare personaggi e ambientazioni. La Sagra è l’occasione giusta per gustare le tradizionali “brusatà”, le caldarroste cotte sulla fiamma dai “brusatairo” e distribuite dalle ragazze vestite con il costume tradizionale del paese. Le figure chiave della festa sono Pero e Gepa, ovvero “Lo Desbatur”, colui che con lunghe pertiche batteva i ricci sugli alberi per far cadere in terra le castagne, e “La Rapoloira”, colei che le raccoglieva.
Il prologo della festa è la pesatura dei 50 marroni più grossi, in programma giovedì 15 ottobre dalle 17 alle 22. Sabato 17 e domenica 18 è in programma la tradizionale mostra mercato dei prodotti tipici artigianali, accompagnata da degustazioni e visite guidate e dalla vendita di Marroni freschi e dei prodotti derivati, a cura della cooperativa "La Maruna" e dei produttori locali. Nella sagra il visitatore trova la mostra dei marroni che partecipano ai concorsi dedicati al peso e alle migliori confezioni a tema libero allestite dai produttori, ma anche le maschere tradizionali Pero e Gepa abbigliate con i tipici costumi del paese a accompagnate dalle note de “I Marounè”. La ristorazione ovviamente propone menù a base di marroni, mentre le dimostrazioni di intaglio del legno sono a cura delle associazioni che riuniscono gli appassionati di una delle vere e proprie arti della tradizione valsusina.
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